After: come farti sperare di essere nell’after-life al più presto.

E’ doverosa una premessa.
Lo ammetto: sono un cultore del brutto. La televisione brutta, la musica brutta…Tutto ciò che è oscenamente un capitolo buio prodotto da qualche sub-umano che pensa di saper fare qualcosa o, peggio, avere qualcosa da dire, mi trova alla sua merché.Non da meno i libri brutti.

E di conseguenza, i film (brutti) tratti da libri brutti.

C’è però un limite a quanto l’uomo può umanamente e – più o meno – consapevolmente produrre di brutto. O anche solo pensarlo.
Beh, complimenti egregia dott.ssa Jenny Gage: al suo terzo (e spero per il pudore pubblico ultimo) film lei è riuscita ad andare oltre il pensabile, oltre l’avvenieristico, oltre l’umanamente concepibile.
E’ riuscita a produrre, sceneggiare e dirigere una delle più grandi cagate cosmiche mai proiettate in una sala cinematografica. E bisogna dire che peggiorare una già grandissima cagata colossale quale era il romanzo (vabbé, cumulo di carta igienica suona male) era davvero, davvero complicato.

Torniamo un attimo indietro nel tempo: durante le vacanze natalizie, divento proprietario di un fantastico Amazon Kindle. E quasi contemporaneamente, non so bene come, anche dell’e-book di qualcosa che ero ben conscio, già dopo i primi istanti, essere uno degli harmony più brutti mai editorializzati pescando a caso (si, perché anche se ne avessero preso un altro, dubito che il risultato sarebbe stato migliore.. e probabilmente non ci si saremmo neanche accorti della differenza nella trama) su Wattpad: After.
Che voglio dì… già il titolo… After. Sticazzi, se avessero chiesto ad un cetriolo essiccato nel reparto frutta e verdura della Coop sfoderava qualcosa di migliore. Vabbé…

Ora, la scienziata nucleare Anne Todd, infoiata dei One Direction che neanche una 15enne in piene turbe ormonali, decide di mettere a disposizione del pubblico che – badate bene – non le aveva chiesto un cazzo di niente, la sua bislacca storia basata su una tormentata relazione amorosa/sessuale tra un disagiato ispirato, non si sa dove, ad Harry Styles, che chiamerà Hardin (anche qui… cetriolo essiccato, dove sei?!) e Teresa detta Tessa.
Riassumere la trama è complesso, poiché sostanzialmente è tutto un po’ alla membro di fenicottero: lei, una persona normale (in teoria), incontra lui, problematico ragazzo stra-figo wanna be bad boy blablabla…
Tira e molla, tira e molla, lei scarica il fidanzato originale, manda a cagare la madre, tenta di mettersi con lui, si accoppiano ogni 30 pagine (con tutti i dettagli del caso, perché Anne Todd è anche fine esperta di erotismo trans-adolescenziale-post-futuristico.. ‘nzomma, ci piazza tutte le sue fantasie erotiche), si mollano, si rimollano, si riprendono, fanno la giravolta, la fanno n’altra volta, poi lei scopre che lui la pigliava in teoria per il culo, torna da mamma, fa pace con l’ex-tipo, poi Hardin si fa perdonare, fine, avanti per il prossimo libro (e si, li ho letti tutti se ve lo steste chiedendo, e son 5)!

Ora, che tutto questo già fosse stato stampato su carta faceva incazzare parecchie ceraceae canadesi, però che Paramount Pictures ne avesse acquisito i diritti per farci un film… ecco, QUESTO non me lo aspettavo neanche io.

Fino a quando un giorno, mi appare questa-cosa-qua in timeline su Twitter:

Dopo averlo visto – e dopo aver dovuto prendere una ventina di gocce di Xanax – solo un pensiero ha attraversato la mia mente: devo-assolutamente-vederlo.

E non (solo) per una lievissima forma di masochismo che mi accompagna da quando sbarcai su questo triste pianeta, ma per capire come si può traslare il nulla totale in forma video.
Vi anticipo: non si può. Infatti non si capisce un cazzo di nulla.
Andiamo con ordine.
Chi prendi come attori per rappresentare questi due decorticati cosmici? Facile, loro:

Una che non si sa chi cazzo sia e.. quello che faceva Voldemort da piccolo nei film di Harry Potter (si, per davvero).
Che ci può stare, eh… però due domande FORSE – e dico FORSE – potresti pure fartele dopo che ti accorgi che l’espressione è la medesima sia che stiano prendendo un caffé, sia che stiano declamando l’Amleto in russo al contrario:

La prima cosa, però, che ti urta IMMEDIATAMENTE, dopo pochi minuti dall’inizio di questo colossal rivoluzionario, è il doppiaggio. E la cosa che mi fa incazzare è che non posso neanche dare la colpa agli amerigggani per questo.
Il doppiatore scelto per Hardin è un misto tra la voce di E.T. e la sirena dell’antifurto quando ha la batteria scarica. Oltre – per altro – ad avere la stessa espressività dell’attore, e qui c’è anche della coerenza.
Sia che dica “Ue, ciao fagiolina, ti va di vedere il mio porro?” oppure “Mio padre da piccolo mi prendeva a ceffoni con una grattuggia elettrica”, il tono è esattamente lo stesso. Masterclass signori.

Un’altra cosa davvero disarmante sono i dialoghi. Nel libro sono stupidi, stupidissimi, prolissi, inutili. Nel film hanno scelto di rimediare non mettendone proprio.
Lo scambio di battute tra i due è pressoché limitato a quattro fonemi indecifrabili, o a comandi vocali che neanche Siri dopo che l’iPhone ha fatto un bagno nella vodka.
“Ti va?” “Vieni con me” “Cos’hai detto?” “Gnegne” “Poi stacco”.

E sul “poi stacco” mi soffermo un attimo: il grande mistero nella trama del libro è che la relazione tra i due nasce come una scommessa del rimbambito con gli amici, sicuri che non sarebbe riuscito a portarsela a letto.
Bene, nel film diventa una puttanata ancora più epocale, letteralmente: “la faccio innamorare e poi stacco”.
Ecco, io ti stacchere….. vabbé.

La trama: NON ESISTE. Per dare spazio a due scenette erotiche, che persino le TV locali alle 3 di notte del 25 di dicembre mandano in onda cose più esplicite, hanno tagliato tutto ciò che potrebbe sostenere l’idea della storia tra questi due minus habens.
Non si capisce *NULLA* se non hai letto il libro. NIENTE. NADA. NO PASARAN.
Gli amici di lui non dicono nulla, non interagiscono, se non nella scena finale della rivelazione di questa scommessa del ciufolo. Contrariamente al libro, dove la gang del bosco tra poco te la trovi pure quando la sciampista lava i capelli alla narcolettica protagonista.
Per finire, per non farsi mancare proprio nulla, la sceneggiatrice di codesti gigabyte sprecati nella storia delle schede di memoria per videocamere, ha inserito anche delle nuove e fantastiche scene inesistenti nel libro originale, come soprattutto la scena finale. Una vera opera d’arte completamente inutile, necessaria però a far finire questo aborto di film in modo da dare una speranza alle teen presenti in sala nell’uscita di un secondo film.
Che io aspetto con estrema ansia.
Più o meno come una epidemia di peste rossa.
Che però potrebbe mettere fine alla stirpe di scrittrici di Wattpad.

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